Molti imprenditori associano la parola “metodo” a burocrazia, rigidità, lentezza. È comprensibile: hanno visto consulenti arrivare con modelli preconfezionati che non c’entravano nulla con la loro realtà.
Il metodo reale
Il metodo non è un manuale operativo da 200 pagine. È la risposta a quattro domande:
- Qual è il problema reale?
- Cosa sappiamo e cosa no?
- Cosa facciamo, in che ordine?
- Come misuriamo se ha funzionato?
Tutto qui. Non serve altro. Ma queste quattro domande, nella pratica, vengono saltate continuamente. Si parte dalla soluzione. Si salta l’analisi. Si evita la misurazione perché “tanto lo sappiamo”.
Metodo contro intuizione
L’intuizione dell’imprenditore è un asset reale — in trent’anni non l’ho mai sottovalutata. Ma l’intuizione funziona sulle cose che conosci. Sui territori nuovi — un nuovo mercato, una riorganizzazione, una tecnologia — l’intuizione da sola non basta. Serve un metodo che la supporti.
Le aziende che funzionano non sono quelle che hanno il metodo perfetto. Sono quelle che ne hanno uno e lo usano.